Valentino Alberti, oste scrittore

La storia di Verona dei primi anni del 1800 l'ha scritta un lupatotino. È infatti l'oste Valentino Alberti, nato a San Giovanni Lupatoto il 22 marzo 1766, l'autore del "Diario dell'oste 1796-1834, raccolta cronologia di fatti accaduti in Verona". È una raccolta cronologica degli avvenimenti accaduti (dagli eventi pubblici, alle battaglie, alle questioni politiche ma malattie e vicende familiari) dall'arrivo dei Francesi fino all'anno della morte dell'autore.
Il giovane Valentino Alberti nel 1792 si iscrive all'arte degli osti e apre bottega in contrada Sant'Eufemia a Verona e nel 1796 comincia il suo diario. San Giovanni Lupatoto compare abbastanza spesso in queste cronache.
Il 5 aprile 1797 Valentino Alberti riferendo dell'attacco dell'armata francese definisce il paese natale "mia egregia diletta patria", ricordando che i Francesi sono arrivati fino a Lettobon e che a Sorio "è restato morto un general".
Alberti riferisce anche di fatti minori come quando il 19 aprile 1797 scrive che "è stato condotto dalla truppa austriaca a Verona lo zoppo Canola perché sospetto che era spione dei Francesi".
Il 24 luglio 1803 riferisce che nella casa di suo padre Francesco, durante un forte temporale notturno, "è entrata una sitta e non ha fatto niente altro che rotto una piana un pochetto".
Racconta inoltre di un suicidio, avvenuto il 29 marzo 1817 di tale Giuseppe Ferrari che "ha formato un lazzo di soga e si ha picato".
Il 27 settembre 1818 fa la cronaca di un viaggio a San Giovanni "per andar a veder il concerto delle sei campane nuove messe sul campanil". Riferisce inoltre: "Visto da me Valentin la scrizione sulla porta della chiesa, de fazzada della sua fabbricazion della suddetta chiesa, l'anno 1774-1775, e in quel tempo la comunità andaseva ascoltar messa a l'oratorio San Bartolomeo dei frati". L'oratorio citato è quello di piazza Umberto I (non più esistente).
Il 13 maggio 1832 segna che "sono passati dalla via Nuova circa da 28 a 30 carri di mattoni di piera, che li conduceva al paese di San Giovanni Lupatoto da fabbricare il coro della chiesa".
Le cronache dell'oste relative a San Giovanni Lupatoto si chiudono il 25 settembre 1832 quando passò per la sua osteria "il reverendo sacerdote cappuzino don Giovanni Poli da San Giovanni Lupatoto di Nosita che sua madre aveva nome Pelegrina che elle mi ano tenuto a bateso me Valentino Alberti il giorno 22 di marso 1766".

Renzo Gastaldo

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